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Il
suo nome era
Renato.
Quarant’anni,
intelligente,
lavorava
per lo Stato.
QUINDI,
NON FACEVA NIENTE.
La
mattina, senza fretta
se
ne andava a lavorare.
Perché
correre? In effetti
c’era
assai poco da fare.
Due
parole coi colleghi,
la
lettura del giornale;
questo
è il bello degli impieghi!
Veramente
niente male.
Cosa
conta la carriera?
E’
questione di vedute:
a
sgobbare fino a sera
ci
rimetti la salute….
Ma
si sa che alla bonaccia
segue
sempre la tempesta,
che
ti piaccia o non ti piaccia.
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Un
bel dì finì la festa:
il
suo nuovo direttore
(CHE
MANCANZA DI DECORO!
lo
colpì dritto nel cuore
intimandogli
“Al lavoro!”
Nell’udirlo,
il buon Renato
diventò
come di ghiaccio.
“Sono
proprio disgraziato!
Ed
adesso cosa faccio?”
Dissolvenza.
Dopo un mese
la
sua immagine è cambiata
al
disopra
delle attese.
Com’è
stato, com’è andata?
Navigando,
l’impiegato
ha
scoperto un sito d’arie
che
l’ha subito incantato.
Fra
le tante (le più varie)
c’era
l’ARIAINDAFFARATA, intrigante,
e a basso prezzo.
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Esultante,
l’ha ordinata,
senza
porre tempo in mezzo.
Con
quest’aria, un fannullone
del
suo stampo, un lavativo
può
convincer le persone
di
esser sempre molto attivo.
L’espressione
si fa assorta
come
per un gran pensiero:
è
così che si comporta
chi
lavora per davvero!
Guarda
come sta sgobbando
viva
l’ARIAINDAFFARATA
che
funziona fino a quando
non
finisce la giornata!
Lui?
Continua a
non far niente,
ma
è stimato ed apprezzato,
benvoluto
dalla gente.
Sì,
Renato è ormai rinato.
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