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Ara
Pacis: della pace.
Ci
va a genio il genitivo.
E’
un altare che ci piace,
dal
passato sempre vivo.
Vuoi
la pace? Fa’ la guerra,
sostenevano
i Romani.
La
concordia sulla terra,
merce
rara, fra gli umani.
“Basta
lutti, morti e danni!”:
e
la pax del Divo Augusto
durerà
quasi cent’anni.
E’
perciò che apparve giusto
che
nel 9 avanti Cristo,
officianti
le Vestali,
nacque
l’Ara. Scoop mai visto!
Ne
parlarono i giornali,
e
lo fanno ancora adesso,
perché
c’hanno l’occasione:
l’Ara
va sotto processo
per
la sua sistemazione.
Contro
il doppio inquinamento
dello
smog e del rumore
Meier
pensa a un monumento.
La
sua scelta fa clamore:
quest’enorme
scatolona
fatta
in vero ed in cemento
l’Ara
Pacis imprigiona.
Si
diffonde il malcontento.
Ma
nessuno ha protestato
quando
un tale molto audace
in
lattina ha inscatolato
l’aria
Pacis: aria di pace.
(Qualche
volta, una vocale
messa
là dove si vuole
può
sconfiggere ogni male:
via
la nebbia, spunta il sole).
E’
Ciaravolo il suo nome;
studia
le arie da una vita.
Questa,
non si chieda come,
dove
l’abbia reperita:
in
un vecchio monastero,
sui
gradini d’una chiesa?
Voi
non datevi pensiero:
si
può aver con poca spesa,
ed
è proprio straordin-aria.
E’
una splendida trovata:
si,
la pace è fatta d’aria.
dunque
è molto delicata.
Aria
Pacis: per chi acquista
tre
lattine, c’è un omaggio:
l’indirizzo
“pacifista”.
Fatti
avanti, su, coraggio! |