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E’
l’aria di sempre, per nulla speciale.
Non
troppo pulita (e questo è normale),
ma
è
l’aria banale, tranquilla e sincera
di
quando la vita scorreva leggera.
E’
un’aria con cui non si stava sicuri
(c’aveva
il benzene e gli idrocarburi):
di
lei – ti ricordi – non s’era mai fieri,
ma
è quella di prima: è l’aria di ieri.
A
volte grigiastra, dal pessimo odore,
ma
è l’aria di quando non c’era il terrore:
nei
centri abitati tutt’altro che pura,
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con
dentro di
tutto: ma non la paura.
Adesso
è cambiata, quest’aria. E’
diversa.
Persino,
in montagna, laddove è più tersa,
rispetta
i polmoni e mortifica il cuore,
negandogli
(forse) un futuro migliore.
Quell’aria
di un tempo quest’oggi ci piace:
non
era perfetta, ma aveva la pace.
Così,
se ad un tratto la voglia ci afferra
di
vivere senza tamburi di guerra,
prendiamo
quest’Aria, che non sarà fina,
ma
è Aria di Pace, rinchiusa in lattina.
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