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Stipati
a decine su treni sbuffanti
diretti
a Milano, quei nostri emigranti
fuggivano
il vuoto, la fame e gli stenti.
Ma
alfin s’è invertita la rosa dei venti!
La
Rete ti ha offerto una grande occasione:
lavori
su al Nord, però
stai al meridione.
Il
clima è più dolce, più calda è la gente;
produci
lo stesso, ma è più divertente.
Ormai
si lavora in maniera virtuale,
e
stare sul posto non è più essenziale.
Il
Web ha mutato l’assenza in presenza:
tra
e-commerce, e-mail e TV-conferenza
ti
trovi a Taormina e
compari a Torino:
non
è ubiquità, ma ci andiamo vicino.
Per
questo giù al Sud le città, i litorali
son
sempre più pieni di settentrionali
che
grazie al benefico effetto del clima
diventan
più sani e più ricchi di prima.
Il
sole ed il mare gli piacciono tanto,
ma
a volte son preda di un po’ di rimpianto:
ad
essere esatti, è il rimpianto del Po,
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che
scorre (non sempre) tranquillo su al nord,
e
rende ubertosa la grande pianura.
Là
spesso c’è un’aria da fare paura:
opaca,
umidiccia e piuttosto malsana,
intrisa
di pioggia: la NEBBIAPADANA.
E’
un’aria che ha dentro sostanze inquinanti,
rifiuti
industriali, metalli pesanti,
ma
è questa,che il nuovo emigrante richiede:
la
NEBBIAPADANA se c’è, non si vede.
Perciò,
catturata
tra Lodi e Cortina
l’abbiamo
rinchiusa in codesta lattina.
Due
sole boccate e va via l’astinenza:
sarà
come stare d’inverno a Piacenza,
in
quell’atmosfera biancastra, ovattata
che
è come nuotare
in un mare di orzata.
E’
duro svegliarsi ogni giorno col sole:
un
poco di nebbia alle volte ci vuole!
Se
vivi a Grottaglie, ma sei di Ferrara,
quest’aria
ti occorre. Vedrai, non è cara:
è
zeppa di smog,
tutt’altro che sana,
ma
è l’aria di casa: è
NEBBIAPADANA!
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